- Quando si parla di un disturbo del sonno che richiede trattamento?
- Quando dorme male più volte alla settimana per almeno un mese e di giorno soffre di esaurimento, problemi di concentrazione o irritabilità, è un segnale chiaro. Al più tardi quando la quotidianità ne risente in modo sensibile, vale la pena intraprendere una terapia.
- Qual è la differenza tra difficoltà di addormentamento e di mantenimento del sonno?
- Nelle difficoltà di addormentamento impiega regolarmente più di 30 minuti ad addormentarsi. In quelle di mantenimento si sveglia più volte di notte e fatica a riaddormentarsi. Entrambe le forme possono presentarsi da sole o combinate e rispondono bene alla terapia comportamentale.
- Quali metodi utilizza?
- La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) è il metodo non farmacologico più efficace. Comprende informazioni sul sonno sano, il controllo dello stimolo, la restrizione del sonno, la gestione delle preoccupazioni e la modifica di schemi di pensiero sfavorevoli sul sonno.
- Quanto dura una terapia per i disturbi del sonno?
- Relativamente breve: spesso tra le otto e le sedici sedute. I primi miglioramenti compaiono spesso dopo poche settimane, una volta che le prime modifiche di comportamento vengono attuate con costanza.
- I sonniferi sono una soluzione?
- I sonniferi possono alleviare nel breve termine, ma non eliminano la causa e comportano il rischio di assuefazione. La terapia comportamentale agisce in modo duraturo modificando gli schemi sottostanti. Un sostegno farmacologico temporaneo può essere sensato e viene prescritto da un medico.